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America Oggi/Oggi7 3Ottobre2004
Prima Piano Arte/L'intervento/
Prendi i reperti e scappa...al Met
di Charles Vincent Sabba Jr.
Il dipartimento sulla Sicilia del Ministero dei Beni Culturali italiano
ha reciso i legami con il Metropolitan Museum of Art di New York a causa
di una serie di antichi pezzi di argento greci, perche' pensa che siano
stati scavati illecitamente e portati fuori dalla Sicilia. Dall' ufficio
incaricato del Ministero hanno dichiarato che non saranno piu' prestati
oggetti al Met, perche' considerato responsabile di possedere molti altri
tesori di dubbia provenienza che, come la collezione di argento su nominata,
sono stati saccheggiati ad Aidone, una zona dell'antica Morgantina.
Nel decimo secolo a.c. i greci abitavano Morgantina e per questo la citta'
fu l'ultimo avamposto Greco rimasto della civilizzazione ellenica in Sicilia
fino al 211a.c. quando fu conquistata dai Romani. Il tesoro di questa citta'-stato
greca rimase sotterrato per piu' di 2000 anni.
Il professor Malcolm Bell dell=Univerista' della Virginia ha dichiarato:"Abbiamo
sentito solo voci per anni della scoperta dell'argenteria." Il Prof. Bell
e' divenuto il Direttore degli scavi a Morgantina nel 1980 (un anno prima
che il museo comprasse i famosi pezzi), con la Professoressa Carla Antonaccio
dell'Universita' di Wesleyan, codirettrice degli scavi.
La popolazione locale ha raccontato di clandestini che hanno ritrovato
gli argenti: utensili, ciotole e due corni. Questi pezzi erano cosi' incredibili
che anche i clandestini hanno capito quanto fossero preziosi. Nell'estate
del 1984 il Met ha pubblicato un bollettino intitolato "A Greek and Roman
Treasury," in questo bollettino un curatore del museo ha dichiarato che
i quindici oggetti d'argento sono tra i piu' fini pezzi Ellenici in argento
conosciuti della Magna Grecia.

Bell ha letto il bollettino e come anche il Prof. Giovanni Guzzo sovraintendente
dell'archeologia in Pompei non ha avuto dubbi che cio' corrispondeva alle
voci che circolavano molto tempo prima. Al Prof. Bell fu chiesto da parte
del magistrato Siciliano Silvio Raffiotta, che era capo di una zelante investigazione
su questo caso, di scavare l'area dove si pensava che fossero stati rinvenuti
gli argenti.
"Abbiamo scavato nella casa che fu costruita nel quarto secolo a.c. e
abbandonata nel 211 a.c. ed abbiamo trovato evidenza che il sito fu scoperto
dopo 1978," ha detto Prof. Bell. Infatti sono state trovate due grandi buche
dove si crede furono trovati i pezzi poi comprati dal museo.
Il Met ha comprato l'argenteria con due acquisti avvenuti nel 1981 e nel
1982. "In una di queste buche abbiamo scoperto una moneta moderna di 100
lire italiane del 1978 che uno dei sacchegiatori probabilmente ha perso inavvertitamente."
"Questi clandestini hanno danneggiato muri, rotto pavimenti e oggetti vari
perche' interessati solo ai metalli preziosi."
Il Dott. Raffiotta ha avuto testimonianza, sotto giuramento, da uno di
questi saccheggiatori con una descrizione dettagliata degli oggetti inclusa
una medaglia con l'effigie di Scilla. I sacchegiatori hanno ricevuto un compenso
di $1.100 (U.S.) da un antiquario che era coinvolto anche nella vendita del
vaso Euphronios e che ha ricevuto dal Met $2.74 millioni (U.S.) per gli argenti.
Il vaso Euphronios, che e' stato comprato dal Met negli anni settanta, credendo
che fosse stato scavato da una tomba Etrusca in Toscana. Il Prof. Bell, con
un Dottorato dall'Universita' di Princeton, ha dichiarato:" Il Prof. Guzzo
ha esaminato attentamente i pezzi da vicino ed ha sostenuto che lo stile artistico
e' di origine siciliana."
"Altre evidenze erano i sistemi usati per pesare. Un sistema numerico
unico per i Greci in Sicilia che era inciso sul fronte e il dietro di ogni
pezzo d'argento." "La gente di Aidone ancora desidera ardentemente che l'argenteria
ritorni in Sicila," ha detto il Prof. Bell. "Avrebbe un grande impatto sull'economia
locale. Questi pezzi sono meravigliosi e se fossero esposti in Aidone produrrebbero
un effetto positivo sul turismo."
Il Prof. Bell mi ha detto telefonicamente che il saccheggio in Morgantina
e' diminuito da quando c'e' stato un accordo fra Italia e Stati Uniti nel
2001 di limitare l'entrata di alcuni oggetti italiani negli U.S.A. Le zone
con scavi archeologici maggiori sono state protette e pezzi di metallo sono
stati buttati qui e li per deviare i clandestini che usano metal detectors.
La gente locale e' stata anche incoraggiata ad essere piu' attiva nella protezione
del proprio patrimonio culturale. Bell ha dichiarato:"Per piu' di cinquanta
anni archeologi americani dalle Universita' Americane sono stati incaricati
di sovraintendere gli scavi a Morgantina. E' totalmente inconcepibile per
un importante Museo Americano come il Metropolitan di impossessarsi di un
tesoro saccheggiato a Morgantina." "Il Met ancora oppone resistenza nel restituire
questi pezzi," ha sostenuto Bell con frustrazione.
Ho contattato Harold Holzer, Vice President of Communications del Metropolitan
Museum of Art e gli ho chiesto qual e' l'attuale posizione del Museo riguardo
a questo argomento alla luce dell'evidenza presentata dal Dott. Bell e da
altri esperti nel campo. Il Sig. Holzer ha detto:"Non vogliamo commentare
su cio' al momento perche' stiamo continuando a studiare i reclami ed i riporti.
La nostra ricerca continua. Non facciamo alcun commento fino a quando non
abbiamo una completa comprensione sull'argomento."
Quando gli e' stato chiesto se il museo fosse in attiva negoziazione con
il Governo Italiano ha risposto che ci sono discussioni in corso, non negoziazioni.
Secondo alcuni esperti legali specializzati in proprieta' e patrimonio culturale
il governo italiano potrebbe citare a giudizio il Met in New York in una
azione Replevin. Con questa Azione Replevin si chiederebbe al Met il ritorno
della proprieta' all'Italia. Una volta che il governo puo' stabilire che
gli argenti provengono dall'Italia e quando furono trovati e' probabile che
potrebbe vincere questo caso. Cosi' dopo oltre venti anni di possesso dell'argento
il Met ancora dichiara di non avere piena conoscenza dei fatti e che continua
a studiare e fare ricerche su questi riporti e reclami. E per i quindici
oggetti che rappresentano il meglio dell'argento Ellenistico della Magna
Grecia solo due pezzi sono attualmente esposti al Met. Gli altri tredici
sono tenuti via dalla vista al pubblico, e' cio' secondo Holzer e' dovuto
al fatto che stanno rimodellando le gallerie Romane. C'e' da chiedersi comunque
perche'non c'e' citazione dell'argenteria nel web site del museo e perche'
il bollettino pubblicato nel 1984 non puo' essere trovato nella libreria
del museo. Forse pensano che se mantengono una scarsa attenzione sul tesoro
per decenni, gli Italiani dimenticheranno a chi appartiene realmente?
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